Valentina Pierucci su Catasto e altra specie

CATASTO ED ALTRA SPECIE, ANTONELLA PIZZO

E’ UN MONDO IN CUI REALTÀ E FANTASIA SI INTRECCIANO, QUELLO CHE CI VIENE descritto da Antonella Pizzo. Nel racconto del reale vissuto di cui anomali protagonisti sono la “Signorina Corallo” e “Butterfly”, si dispiegano le vicissitudini più banali.
Normale routine che viene intaccata dalle funambolesche figure di personaggi da favola. Le sue parole, puntuali e severe, balzano veloci dall’immagine di un gioioso quadro di Van Gogh, a quella di un’identità fatta di “fuoco che brucia a volte dentro / e che distrugge”.
Sensazioni a volte claustrofobiche, quelle che la scrittrice inietta direttamente nelle nostre vene, senza pudore, senza premura, quasi a volerci schiaffeggiare a suon di crudeltà.

Antonella Pizzo, Catasto ed altra specie, Fara Editore, pagg. 62, euro 8

Valentina Pierucci 11-02-2007

http://www.stradanove.net/news/testi/libri-07a/laaaa1102071.html

Pubblicato in:  on Aprile 5, 2007 at 9:31 pm Lascia un Commento

Catasto ed altra specie

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Antonella Pizzo – Catasto ed altra specie

con Prefazione di Stefano Guglielmin

€ 8,00 pp. 62 (Sia cosa che)
ISBN 88-95139-02-X

Premiato al Concorso Città degli Acaja (presidente di giuria Giorgio Barberi Squarotti) con la seguente motivazione: “Un efficacissimo gioco a rimpiattino fra ieri e oggi, personali e altrui, dettato dallo studio di carte di archivio e dall’esperienza diretta del vissuto. L’uomo diviene isola, punto sulla mappa vastissima del mondo, con il dovere, però, di vivere appieno il presente. Verso piano, discorsivo, condito da una giusta dose di sarcasmo e tenera ironia. Una poesia raffinata che dimostra felice fluenza ritmica e non si appesantisce mai in concettismi.”

Pubblicato in:  on Marzo 31, 2007 at 10:04 pm Lascia un Commento

Barbara la Cognata – Giornale di Sicilia

Pubblicato in:  on at 9:59 pm Lascia un Commento

Nicola Vacca su catasto ed altra specie – Secolo D’Italia

Pubblicato in:  on at 9:58 pm Lascia un Commento

Biagio Cepollaro su catasto

Biagio Cepollaro

Su Catasto ed altra specie di Antonella Pizzo, FaraEditore, 2006

1.

Il libro si organizza come per frammentazione o gemmazione da un testo originario che sembra raccoglierlo come una sorte di monade da cui per svolgimento il resto si precisa e nasce. La memoria è fatta di documenti, precisi, netti, catalogabili, collocabili, eppure la memoria svapora non appena  si fa strada il sospetto che ci sia stato dell’altro, che c’è comunque dell’altro, sempre. E a nulla vale inventariare la superficie delle cose, quando le cose non sono esse stesse superficiali, dotate come sono di profondità, aggrovigliate nel profondo.

2.

Nella poesia di apertura in sentenza si anticipa lo svolgimento successivo e minuzioso. Non c’è patema ma disinvolta registrazione. Almeno in apparenza, dal momento che la prosastica leggerezza dell’avvio ben presto scivola nell’indeterminato e nell’allusione più scura. (continua…)

Pubblicato in:  on at 9:57 pm Lascia un Commento

Narda Fattori su Catasto

recensione di Narda Fattori (riportata anche in La poesia e lo spirito)

Credo di aver letto un libro prezioso, come preziosa sono l’armonia , la verità e la bellezza.
In Catasto ed altra specie la Pizzo scrive in un bel verso armonico l’evidenza della vita che si manifesta con le sue euforie e le sue frequenti malinconie, con tessiture di eventi che si richiamano l’un l’altro o si depositano nelle tasche come zavorra nel viaggio.
I pensieri no, essi si aprono ad approdi diversi per ricongiungersi sempre all’inizio, non perché La vita sia ciclica o circolare, semplicemente, dopo esitazioni e lunghe trasvolate sempre nella mente generatrice giungono, là dove sono nati, quasi che in questo percorso tondo si chiudesse la vita e il mondo.
Tenere saldo il filo che intesse e dà un senso, una certezza, che trasporta fuori dalla caducità, è la ferrea volontà , l’insistenza delle ragioni del cuore su quelle della mente: “noi lì, puntuali e precisi al filo / del rasoio delle otto, il caffè / nella stanza dell’usciere / le chiacchiere inutili ed il commento / alle finte notizie del giornale / tutti a bordo / dentro cassetto cercare taglierino / trovarlo e poi fare una punta alla matita numero 2.” Sono versi in cui il dramma si stempera e si esorcizza con l’esercizio quotidiano della volontà e della responsabilità.
Le poesie del libretto si muovono pressoché tutte in quest’aura di dominio del male e del demone che è in agguato, che racconta e sussurra nascosto nella nebbia fitta: non sono consolanti né consolatorie, semplicemente autentiche cifre di una personalità consapevole e agente.
Il “Catasto” sancisce misure, parla di lunghezza e planimetrie: catasto assume qui anche questa valenza semantica di dar conto dell’esistente ma anche di altro; nessun catasto potrà dar conto e stimare la profondità del sentire, la complessità del vivere, la disperazione che ti vorrebbe a lato.
Oltre alla grande profondità delle tematiche, incanta la melodiosità del verso, il tratto gentile del dettato anche quando tratta con materiale aspro (il fosso oltre misura, si rotola, si rotola e non si finisce mai, … donna che scrive stesa fra due croci…), l’originalità delle rappresentazioni metaforiche sempre e comunque tratte da un quotidiano consapevole e posto sotto il microscopio di una sensibilità autenticamente poetica.
Non sono rare le assonanze, ma sono pudiche, si percepiscono appena, sono necessitate, così come le inarcature, le anafore, e altre figure foniche. Una poesia necessaria e necessitata e vera, dove vera sta per autenticamente non intellettualistica.

(gennaio, 2007)

Pubblicato in:  on at 9:56 pm Lascia un Commento

Stefano Guglielmin – Prefazione

Catasto ed altra specie (Fara Editore 2006) organizza, nei suoi lucidi archivi, esperienze, sogni e bisogni messi in scena con masochistica intenzione o sarcasmo o tenero abbandono, nella convinzione che, il passato, soltanto la fiaba lo possa riscattare ed il futuro sia mosso dall’‹‹ingiustizia cieca››; intanto, ‹‹nel profondo / l’urlo›› macina, corrode voglia e pazienza, s’ingoia il destino. E allora non resta che il presente, ‹‹il dato della percezione›› che s’innerva nelle mani, negli occhi e infine nella pagina, in queste poesie cesellate a secco, dove gli spigoli vivi del sensibile sbriciolano al calore di un sentire profondamente umano, vissuto sul filo del ‹‹precipizio››, ma per niente rassegnato ad ‹‹una morte lenta / quasi indolente››. (continua…)

Pubblicato in:  on at 9:55 pm Lascia un Commento

Luigi Metropoli su Catasto

Se la parola è forza generatrice, quella di Antonella Pizzo lo è al di qua di qualsiasi teoria simbolista o ideologia preventivamente adottata. La poesia della Pizzo è intrisa di quotidianità trascolorante, che svolta in angoli privati e drammi della memoria, dietro l’apparente leggerezza e svagatezza del verso; incline ad affidarsi ad una parola che sia anche esorcismo: espiazione e riscatto. L’esorcismo si compie lì dove la parola si maschera e racchiude tragicamente un segreto: colpisce nel segno Stefano Guglielmin nella prefazione, quando mostra il processo di occultamento-apertura che l’autrice opera con l’ausilio del «refuso, la parola sbagliata», con il disseminare indizi «qui e là, quasi per caso» (si veda a tal proposito la poesia a p. 50, Parola d’ordine collazionare…, (continua…)

Pubblicato in:  on at 9:54 pm Lascia un Commento

Nunzio Festa su Catasto

Catasto ed altra specie di Antonella Pizzo

Pizzo Catasto ed altra specie, di Antonella Pizzo, Fara Editore (Sant’Arcangelo di Romagna, 2006), pag. 60, euro 8.00.

Fra la schiena e il foglio / persa nell’intestino cieco / non so per quanto e come, né perché / ma fra loro il cuore e bile / lo stomaco che reclama / e un pancreas a forma di fagiolo / che mi secerne umori d’insulina / e le ossa, le ossa, mio scheletro / carcassa e impalcatura che mi regge / e muscoli e sanguinolente vene / e fasci e cartilagini bianche / ma fra la schiena e il foglio la mia mano / che ferma e segna e segni come aste / farfalle e ali al centro della pagina / ai margini un appunto nero / come un verso che non mi riesce / ma la maestra mia è la scuola bassa / il giardino ad avena e ad erba vento / a come ape e poi facciamo il mare / o come il tempo che segna l’oggi e l’ora.” Questo delicato, struggente, bellissimo componimento della poetessa siciliana Antonella Pizzo chiude la sua ultima raccolta di liriche pubblicate. (continua…)

Pubblicato in:  on at 9:44 pm Lascia un Commento

Vincenzo D’Alessi su Catasto

La raccolta di poesie di A. Pizzo si apre con una composizione poetica i cui versi diverranno successivamente i titoli delle singole poesie contenute. Originale, come un faldone catastale per contenere più fogli di particelle di proprietà di un singolo o più persone.
L’epigrafe apposta alla plaquette ci lascia comprendere l’immediata intimità della poetica: gli affetti che accompagnano la vita dell’Autrice.

Il fuoco generatore del verso, i diverticoli della memoria, il colore “seppia” dei ricordi, è per antonomasia quello dei grandi scrittori siciliani: “fotografie in seppia e carretti carichi / di masserizie, sacchi di carrube e grano” (p. 33). (continua…)

Pubblicato in:  on at 9:43 pm Lascia un Commento